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La Guardia - Villa Delfini
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giovedì 13 gennaio 2011

OVADA DOCG


Oggi esce il nostro primo OVADA a denominazione di origine controllata e garantita : il BRICCO RICCARDO 2008


Il Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada è diventato DOCG con decreto del 6 luglio 2005 e pubblicazione sulla gazzetta ufficiale n. 1229 del 30 settembre 2008.
I PUNTI PIU' IMPORTANTI DELLA MODIFICA DEL DISCIPLINARE SONO I SEGUENTI:
Il disciplinare prevede la possibilità di avre queste tipologie:
«Dolcetto di Ovada Superiore» o «Ovada»;
«Dolcetto di Ovada Superiore» o «Ovada» «riserva»;
«Dolcetto di Ovada Superiore» o «Ovada» «vigna»;
«Dolcetto di Ovada Superiore» o «Ovada» «vigna» «riserva».

I terreni utilizzati dovranno essere argillosi, tufacei, calcarei e loro eventuali combinazioni, compresi quelli a medio impasto, esclusivamente collinari con un’altitudine non superiore ai 600 m. s.l.m..
I vigneti oggetto di nuova iscrizione o di reimpianto dovranno essere composti da un numero di ceppi ad ettaro, calcolati sul sesto d'impianto non inferiore a 4000. La forma di allevamento dovrà essere a controspalliera con legatura della vegetazione verde sempre al di sopra del capo a frutto e sistema di potatura Guyot tradizionale e comunque atto a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.

La resa massima prevista è di 6 t. per ettaro.

Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada; vitigno dolcetto 100%, titolo alcolometrico volumico minimo totale 12,5%, affinamento minimo 12 mesi.
Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada riserva; vitigno dolcetto 100%, titolo alcolometrico volumico minimo totale 12,5%, affinamento minimo 24 mesi.
Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada vigna; vitigno dolcetto 100%, titolo alcolometrico volumico minimo totale 13%, affinamento minimo 12 mesi.
Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada vigna riserva; vitigno dolcetto 100%, titolo alcolometrico volumico minimo totale 13%, affinamento minimo 24 mesi.
L’inserimento del nome della vigna è previsto solo se la vigna ha un’età di almeno 7 anni.


Today comes out the first OVADA designation of origin and guaranteed: the BRICCO RICCARDO 2008
Dolcetto di Ovada Superiore or Ovada became DOCG by decree of July 6, 2005 and published in the Official Journal 1229 September 30, 2008.
The most important points of modification are:
The disciplinary provides for the possibility of these types:
"Dolcetto di Ovada Superiore" or "Ovada;
"Dolcetto di Ovada Superiore" or "Ovada" riserva
"Dolcetto di Ovada Superior" or "Ovada" vigna ";
"Dolcetto di Ovada Superior" or "Ovada" vigna "riserva"
Land used to be clayey , tufaceous, calcareous, and their possible combinations, including those at medium consistency, only the hills with an altitude not exceeding 600 m. s.l.m..
Vineyards under new registration or replanting will be composed of a number of plants per hectare of at least 4000.

The maximum yield is 6 t. per hectare.

Dolcetto di Ovada Superiore or Ovada;
Dolcetto 100%,
minimum total alcohol by volume 12.5%
aged at least 12 months.
Dolcetto Superiore di Ovada Ovada or riserva; Dolcetto 100%,
minimum alcohol by volume is 12.5%,
aged at least 24 months.
Dolcetto di Ovada Superiore or Ovada vigna Dolcetto 100%,
minimum total alcoholic by volume 13%,
aged at least 12 months.
Dolcetto Superiore di Ovada or Ovada vigna riserva;
Dolcetto 100%,
minimum total alcohol by volume is 13%,
aged at least 24 months.
The inclusion of the name of the vineyard is only required if the vineyard has a minimum age of 7 years.

Finalmente sono tornata a scrivere sul mio blog, non che non avessi nulla da dire, ma ... il tempo, quello manca sempre quando si lavora in cantina...e non solo. Il 2010 a Villa Delfini, è stato un anno molto impegnativo. Tanti lavori da ultimare per realizzare il mio, nostro sogno. Quest'anno infatti, organizzeremo una serie di eventi legati all'enogastronomia, cultura, musica ... Presto uscirà il calendario dei primi appuntamenti.
Per quanto riguarda il diario di cantina e dei vigneti pubblicherò le novità : i vini in uscita ( Ovada docg !!!!! )e continuerò il diario di vigna partendo da dove vi avevo lasciato lo scorso anno...promesso

Finally I went back to writing on my blog, not that I had nothing to say, but ... time, that is always missing when working in the cellar ... and not only.... The 2010 at Villa delfini, has been a busy year. A lot of works to be completed to make my own, our dream. This year, we will organize a series of events related to wine, culture, music ... Soon will come out on schedule early appointments.
As for the diary in the cellar and the vineyards will publish the news: wine output (Ovada !!!!! DOCG) and keep a diary of the vineyard, starting from where I left off last year ….. promised .

martedì 27 aprile 2010

Il mezzolitro - Foto di gruppo



...non ho resistito ...con la mia macchinetta digitale un po' vecchiotta e scassata ho scattato questa foto di gruppo dei sei vini appena usciti nella versione mezzo litro...

in ordine di apparizione:


Villa Delfini - piemonte Chardonnay
Ornovo - Barbera del Monferrato
Il Gamondino - Dolcetto di Ovada
Doppio Rosso - Barbera e Dolcetto
La Vigna di Dante - Barbera del Monferrato Superiore
Sacroeprofano - Barbera e Cabernet

lunedì 26 aprile 2010

Il germogliamento


Finalmente la Primavera è arrivata con le sue giornate di sole.
Questo innalzamento della temperatura influisce sul calore del terreno . Le radici escono dal loro letargo e si riattivano, riprendendo lo sviluppo sospeso dall'autunno

Il germogliamento è una fase variabile nelle diverse annate, poiché è condizionata dal clima , infatti quest'anno siamo un po' indietro rispetto alle precedenti.
Questo ritardo non è assolutamente da considerare un male, anzi ,il germogliamento, quando avviene in tarda stagione, è solitamente più regolare permettendo un evoluzione più uniforme dei grappoli indispensabile per l'ottenimento di un vino più equilibrato ...

The budding
At last spring is arrived with its sunny days!
Raising of the temperature affects the heat of the ground. The roots emerge from their hibernation and resume development suspended during the autumn.
The germinating is variable in different years, it is influenced by climate: this year it is a bit back
This delay is not considered a bad thing, indeed, the budding, if it happens late in the season, is more regular and the development of clusters is uniform to obtain a more balanced wine. ...

giovedì 1 aprile 2010

Bleeding-vine

When the vine is pruned to be necessary to give it a form.
These days (when not raining!) we are all in the vineyard to tie the vine-branches to the wire . In times past we used the rush to do this. Now we use an elastic material for the stump and small wires ( lined with paperboard ) for the branches .
In this period we can see the outflow of water from the top of the plant, it is said that the vine "crying".
Throughout the winter the vine goes into "hibernation". Crying is the first sign of vegetative reawakening : with increasing temperature the ground warms and reaches 8-10 ° C, the roots begin to collect water and the lymph begins to circulate to feed the plant escaping from the cuts of pruning... the vine begins to cry ...

Il pianto della vite


Una volta che la vite è potata bisogna darle una forma.
In questi giorni ( quando non piove! )siamo tutti in vigna a legare i tralci ai fili di supporto intermedi. Anticamente si usava il giunco per questa operazione. Adesso usiamo un materiale elastico per il ceppo che deve essere fissato alla canna di sostegno e piccoli fili rivestiti di cartone per il tralcio.
In questo periodo si può notare la fuoriuscita di acqua dalla sommità della pianta, si dice che la vite "piange".

Durante tutto il periodo invernale la vite può essere considerata in “letargo”. Il pianto è il primo segnale della ripresa vegetativa: con l'aumento della temperatura il terreno si riscalda e raggiunge gli 8-10° C, le radici iniziano a raccogliere acqua e la linfa comincia a circolare per nutrire la pianta ma fuoriesce dalle ferite provocate dalla potatura e la vite comincia a piangere...

lunedì 15 marzo 2010

Agostino, venti anni insieme...


Ieri è venuto a trovarmi il mio vecchio enologo.
Dopo 20 anni di lavoro insieme, con più di 70 anni, ha deciso, con il 2010, di “lasciare posto ai giovani”.
Dice che ora finalmente può dedicarsi a tempo pieno ai suoi hobby, ma da come guardava la cantina e accarezzava, passando, le barriques mi è parso che un po’ di nostalgia la provasse.
Strana razza quella degli enologi.
Vogliono sentirsi padroni dei vini che curano: dicono “il mio vino” è così e così, o al massimo: “il nostro vino”.
Agostino inoltre voleva che parlassi col vino perché, diceva, se si sente coccolato è più docile e si ammorbidisce più facilmente.
Bah, a dire il vero io ci ho provato, ma sorpresa da mia sorella Bruna, ho rischiato l’internamento.
Era un po’ pignolo e voleva seguire e sapere tutto quello che facevo in cantina: io mi sentivo un po’ imbrigliata e parecchie volte ho fatto di testa mia, ma tutto è sempre andato bene.
Abbiamo naturalmente parlato del tempo passato: dei crucci e delle soddisfazioni.
Dell’annata 1994 quando nonostante una difficile vendemmia sotto la pioggia, dopo una stagione pessima, siamo ancora riusciti ad ottenere un buon vino ed eravamo quasi più soddisfatti di altri anni migliori, e commentavamo dicendo che queste annate servivano a selezionare e distinguere le aziende che lavoravano meglio, sia in vigna che in cantina.
Naturalmente poi la mente è andata a quella sua iniziativa della “gita con gli asini” dell’estate 2000 quando, in quattro giorni di dura scarpinata, siamo andati a piedi da Limone a San Remo. Eravamo in più di venti tra famigliari e amici, con asini e muli che ci portavano bagagli e viveri (abbondanti, con cospicua scorta di vino) con indimenticabili notti passate in tenda.
Ma il tempo passa, ora ho un nuovo enologo, il giovane Andrea, volenteroso e di belle speranze, e poi, come mi ha detto Agostino (studioso di Dante):
... giri fortuna la sua rota
come le piace, e ‘l villan la sua marra
Inferno,Canto XV, 95-96